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sabato 8 ottobre 2011

Cuore di cane all'improvviso sanguina. Mentre sta ancora cercando una ferita. Ha briciole di sogni nella sua tana. Scalzi come i suoi piedi e nudi come i suoi polsi. E slingua la vita come se fosse acqua. Schiude gli occhi e con il vento sulle ciglia. E di una sete sottile segue la scia. Lungo una strada che è sempre troppo in  salita. Per la sua caviglia fragile ed i suoi tacchi alti. Anche se inciampare è spezzettare il mondo in segmenti. Qualcuno li chiama errori. Altri tentativi. Molti non si accorgono. E in quei pezzetti si annida il senso di una continuità infinita. Nel non giustapporsi al divenire ruvido ed incalzante. La normalità diventa accettazione solo quando si coltiva dentro un incauto brandello di follia. E' sulla pelle che l'anima lascia i segni. Fino a farsi chiamare tempo. Ma mai istante. Quello è veleno lento. Ed è solo per la mente. E mentre sorseggia delirio ancora trema e abbaia contro la luna perchè non può morderla. E' forse sa che nessuno gli insegnerà mai a baciarla. Ma non che sui suoi sogni c'è la coperta madida di quella luce che gli impedisce di gelare in quelle notti.
In fondo noi siamo anche in tutto quello che non saremo mai.
Ancora sette sorsi e poi arriverò al fondo. Come un granello veloce nella clessidra. "Bevi con me, luna bastarda e distratta".Ho solo voglia di vederti roteare, fino a colare a picco dentro le mie iridi.
Quando ti morderò lo farò piano e tu non sentirai dolore.
E imparerai che c'è uno splendore inesplorato al confine tra il dolore ed il piacere.
E nella doccia ho chiuso per bene la tenda e ho atteso l'assassino ed il suo pugnale. Mi sono riempita di fruscii, dentro e fuori e la musica mi scivolava addosso insieme al sapone, alla paura ed alla attesa.
Non è arrivato.

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