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domenica 9 ottobre 2011

Forse era ieri Natale. E io il mio regalo l'ho avuto. Al centro di una terra di nessuno. Mi sono sentita infilzata dalla luce della luna. Era là sopra nel suo candido silenzio. Dietro una tenda di nuvole. E non mentiva. E io al centro di quella terra sconosciuta avvolta in una solitudine leggera. Ho sollevato gli occhi nel vento e c'era tutto. Io, il vento e lei. Una paura lieve dell'ignoto. Del tutto e niente, che poi è roba di istanti. E il vento, stranamente caldo, come se fosse l'alito sonnolente della terra, mescolava al cielo l'odore crudo della terra. E' strano come la realtà ti doni incantevole astrattezza. Perchè reale era il cuore che mi batteva. Insieme all'abbaiare lontano di un cane.
Sì era ieri Natale.
E il caso il suo teatro.
E' che in alcuni momenti tutto il resto non conta.
Conta solo quello che sei.
E che un pò ti piaccia.
C'era tutto. In quel momento. C'era la terra che dormiva e con lei il seme e le sue promesse e c'era l'alba che sarebbe arrivata. E tutte quelle che si erano spente. E un bacio scambiato tanto tempo fa. Con le sue bocche aride ed avide. E le radici dell'albero e le sue fronde. E la sua forza nascosta nella corteccia. Come se fossero desideri segreti.
E c'era anche la voce del vento.
Oggi non so se la luna c'è. O quante ve ne siano. Se la ha rubata un corvo vorace o si è incastrato tra spigoli di cielo. Non so se brilla o si è inabissata in qualche galassia sconosciuta. Io so che c'era. E tutto il resto davvero non conta.

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