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domenica 9 ottobre 2011

Tu lo sai. E io non devo dirtelo. Sono un'animale. Ho mille bocche. O forse nessuna. Tane di denti e di parole. Di una fame indegna. Come se fosse amore. Ma è solo sangue. E percepisco ogni variazione. Ogni fremito. Ogni onda. E la sua assenza. Anche se non voglio. Io non la vorrei questa pelle così avida. Questa valle di nuvole impure e sperse. Mi oscurano i sensi. Come se il cuore lasciasse una patina là dove passa. E di scampoli di sensi e di buio io vivo e mi muovo. Dell'alternanza tra la luci e le sue crepe. E le piccole scosse che provocano. Non al passaggio ma nell'assenza. Nel muro della mia anima. Un velo fragile. La mia anima di animale. Un'animale che ha fame e chiede e non sa farlo e striscia la sua carne sulla terra. Con te non voglio nascondermi. Non voglio farmi sole di un cielo che non ha colore. Nè può averlo. Sono questo istinto che mi spinge a imbattermi in foreste e campi e ingorghi di ombre. Come nella mia mente. Tra alberi che lottano di continuo con un vento immobile. E poi anche nella tua. Dove sono ramo e foglia e polvere. E farmi pasto e farmi bocca che contamina quel pasto. E poi affondare tutta la voglia secreta dalla mente sul tuo banchetto. Un animale non conosce stagioni. Le intuisce. Le sente perchè sente solo che deve continuare a vivere. Annusa i suoi giorni, pregni di istinto,senza sapere cosa è il tempo. Sa solo che i graffi devono guarire per continuare a vivere. A volte la conoscenza è solo la forza della vita.
Un animale ferito che muore e si lascia morire.
Esattamente ogni volta che la mente lo decide.
E il cuore ne raccoglie i segni.
Come dopo una battaglia.
Perchè sa che dopo torna.
Si muore per rinascere, sempre.

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